Muffin al cioccolato (anche SG!)

Muffi(ns) in cottura. Dietro patiscono la ventola.

Muffi(ns) in cottura. Dietro patiscono la ventola.

Ed ecco la prima ricetta che ho messo nel blog, i graditissimi muffin al cioccolato, molto apprezzati dal pubblico femminile al quale mi rivolgo piu’ volentieri per inveterata eterosessualita’.

I muffins sono americani, quindi da un popolo gastronomicamente cosi’ rozzo (citano come massima vetta gli anelli di cipolla fritti) non poteva uscire che una ricetta semplice, ma con l’efficacia USA.

Intanto, procuratevi circa 24 pirottini, detti “la carta dei pasticcini”, quelle coppette dove c’e’ il nome della pasticceria. Costano piu’ dei muffin gia’ fatti, quindi vi consiglio di andare da un casalinghi e comprare quelli di silicone (troppo bello il silicone in cucina!!) che non tendono a spantegarsi come le braghe di Giuliano Ferrara, effetto che fanno i pirottini di carta, ma rimangono retti e contenitivi come le mutande della Carra’. Si lo so vi costano una ventina di euro ma che volete che sia.

Poi ci vogliono:

  • 2 etti di farina 00 (o farina per dolci senza glutine)
  • 1 etto di un amido qualsiasi, maizena, frumina (salvo SG) , quello di patate che non ricordo come si chiama ah si’ la fecola
  • 1 etto di zucchero vulgaris
  • 1 bustina di lievito per dolci, non confondetelo con la vanillina che gli assomiglia ma…
  • Scorza di un limone, grattugiata (lavatelo bene il limone. E comprate quelli non trattati senno’ vi magnate la cera che ci mettono sopra)
  • 2 etti di latte (ma non erano 200 cc?), se senza glutine 80g/cc
  • 2 uova
  • 1 etto di burro a temperatura ambiente (meglio il ghee)
  • 1 etto di cioccolato per dolci o quello delle uova di pasqua che a Ognissanti implorano l’eutanasia

Vanno cotti a 180° per 15 minuti, messi nel forno gia’ caldo. Non usate il grill o comunque la resistenza superiore salvo che dobbiate usarli in manifestazione. Se avete il forno ventilato schermate (non tappate!)  la ventola con dell’alluminio di modo che non becchino quel ghibli che li fa implodere inesorabilmente.

Se avete la grattugina da fichetto, quella apposta per il cioccolato, grattugiatene meta’. Senno’ prendete il sacchetto del cioccolato (io uso lo Zaini, quello nella plastica bianca con le scritte marroni — e’ di ottima plastica, il sacchetto) e col pestacarne checido’ checido’ lo riducete parte a pezzetti e parte si sbriciolera’. Usate un tagliere senno’ fate fuori il tavolo. La pepitina di cioccolato piu’ grande dovrebbe essere non piu’ di uno smarties (Idea! La prossima volta ci metto gli smarties! [provato — risultato meno entusiasmante del previsto, il colore e’ colato che sembravano Gabriella Ferri alla fine dello spettacolo] )

Impastate burro e zucchero in una ciotola usando una forchetta robusta (senno’ vada per il classico cucchiaio di legno) finche’ non sono abbastanza amalgamati. Aggiungete a capocchia tutto il resto (non i gusci delle uova, no) e continuate a sforchettare finche’ non si sara’ impastato tutto bene. NON LAVORATELO TROPPO il segreto di questi cosi e’ come la pastella del tempura, impastate solo lo stretto necessario. Raspate bene il fondo della ciotola che tutto il burro vi e’ rimasto li’ attaccato e poi vi vengono uno schifo. L’impasto deve risultare leggermente liquido

Mettete una cucchiaiata di impasto per pirottino, o comunque non superate i 2/3 dell’altezza senno’ vi sborda fuori quando lievita tipo latte sul fuoco (ma meno dannoso).

Infornate (usate i guanti anche a infornare, non per le dita, la leccarda e’ fredda, ma per non ustionarsi col bordo del forno) e aspettate i 15 minuti.

Appena sfornati non mangiateli, salvo che gradiate le piaghe sulla lingua: la cioccolata e’ rovente. Invece, copriteli con un canovaccio pulito (senno’ si seccano) e lasciateli raffreddare un’oretta.

Da queste parti durano 24/36 ore, ma se non avete critters in casa conservateli nelle scatole di latta (chi mi sa dire perche’ li’ si conservano meglio? Io non lo so!)

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